
Eccomi tornato al vecchio amore: il cinema. In questo periodo in cui ,nel box office, dominano solo i vampirelli di Twilight, sono andato a vedere un classico di questo periodo, un film tratto da una vecchia serie televisiva anni ottanta: L'A-team.
Quattro veterani del Vietnam, ufficiali delle forze speciali, vengono incastrati per un crimine che non hanno commesso. Tra gli intrighi della CIA e la caccia serrata dell’Esercito, lottano con tutte le forze per riscattarsi dall’infamia, mentre tentano al tempo stesso di ostacolare un inquietante piano terroristico che rischia di far crollare l’economia mondiale.
Ricercati, ex-militari pluridecorati,una banda di onesti [per citare il nostro totò] , a bordo di un furgone nero che è il solo tetto sotto cui riposano: sono i protagonisti di “The A-Team“, gloriosa serie degli anni ’80 che racconta le gesta di quattro Robin Hood preceduti da una brutta fama, ma votati alla difesa dei più deboli. Il suo successo fu nel taglio ironico inusuale per l’epoca, indotto dal carisma e dalle identità totalmente contrastanti dei personaggi, in apparenza incompatibili:
il Colonnello John “Hannibal” Smith, a capo del gruppo, è uno stratega di prim’ordine, brillante ed astuto; il tenente Sberla è un Don Giovanni elegante e di bell’aspetto, incline a seguire l’istinto quando è tempo per l’azione; il sergente P.E. Baracus è un gigante nero, più muscoli che cervello, il cui aggressivo look è contrassegnato da una tosatura alla moicana e dal pesante fardello delle catene d’oro che porta al collo; infine spicca il capitano Murdock, detto “il pazzo”, la cui lieve forma di follia – tendente alla demenza – viene messa da parte come un difetto trascurabile, considerata la sua straordinaria capacità di pilotare qualunque oggetto volante. In una vita normale, nessuna di queste personalità sconfinerebbe nel mondo dell’altra, ma in guerra prevalgono gli obiettivi comuni e la lealtà cameratesca.
Per quanto riguarda il film, il riaddatamento dei personaggi viene fatto molto bene: ogni personaggio manteine le peculiarità già viste nella serie tv tranne Sberla che viene fatto un po' più protagonista per esigenze mediatiche probabilmente. il regista Joe Carnahan riparte da zero,[la storia è un prequel della serie tv] accentuando il carattere gigionesco dei personaggi e aggiungendo all’azione massicce dosi di esplosioni, per enfatizzare un leitmotiv stilistico del telefilm: la parola d'ordine è l'eccesso!
Comunque ,dietro all'operazioni di marketing da cui nascono questi film, ultimamente i remake delle serie tv riescono a divertire: il film ovviamente non ha molte pretese e si basa su una trama davvero esile però riesce davvero nel suo scopo, inoltre si trova spazio anche per una denuncia contro la Cia qui descritta come viscida, sadica ed egoista.